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Rolling Popcorn

LA CASA DI CARTA

SE NON L’HAI ANCORA VISTA
ECCO LA VERSIONE SENZA SPOILER!

VM14 | 1h 10min | Action, Crime, Mystery | TV Series (2017? )

 La casa di carta
(2017) on IMDb
?lvaro Morte in La Casa de Papel (2017)

Creator: Alex Pina
Stars: Úrsula Corberó, Álvaro Morte, Itziar Ituño

Recensione

Di recensioni su questo serie cult ce ne sono a centinaia e di tutti i tipi.
Ho amici che, però, non hanno ancora visto questa serie. Per cui, questo articolo è rivolto principalmente a chi, come loro, non l’ha ancora vista, con lo scopo di consigliarne la visione.

Devo essere sincera, questa serie non l’ho adorata da subito, come mi succede spesso. È stata più un’infatuazione graduale, (roba di tre puntate circa), che alla fine mi ha coinvolto in modo esagerato. Convinta della qualità della serie, non mi stupì quando ne sentii parlare bene in una nota radio italiana, quando ancora questa serie era semisconosciuta ai più, tranne che a qualche appassionato che come me aveva già iniziato a vederla. “Ne parleranno” mi dissi, e infatti PAM! ovunque scoppi? la Casa di Carta mania.

BLA BLA BLA
Perché si parlò subito de La Casa di Carta? Semplice, fu accusata di essere una serie impostata politicamente, e che univa sotto la bandiera della ribellione.
Le critiche che, inizialmente, qualche affetto da polemichite acuta mosse contro questa serie, sono quindi di fatto servite a fare conoscere di più questo piccolo capolavoro spagnolo di Alex Pina, capolavoro che certamente non è perfetto, ma ci piace.
È una serie impostata politicamente?
Potrebbe.
Di fatto, la ribellione e il popolo sono gli elementi portanti della serie, “Bella Ciao” come soundtrack compresa.
Ma ci piace, che ci volete fare?

La trama e i personaggi

Niente spoiler, promesso!

Ladri gentiluomini, provenienti da varie realtà,  si radunano in un gruppo che sembra male assortito in un modo sconvolgente. Vestiti con una improbabile tuta arancione e con maschere di Dalì, tenteranno la rapina più grande mai fatta, ovvero alla zecca di Stato di Spagna. In un’incredibile alternanza di fatti, eventi, alcuni davvero poco prevedibili, la trama si sviluppa come se si fosse sulle montagne russe, grazie alla geniale mente de IL Professore, creatore di tutto il carrozzone.

I membri della banda hanno nomi di città. Tokyo (non a caso la cito per prima), Berlino,  Nairobi, Denver, Mosca etc etc, entrano nel cuore subito, ognuno coi suoi guai, ognuno diverso, ognuno in fondo perso, dentro i fatti suoi (cit.).
La mente è, come già detto, Il Professore.

Non diciamo altro.
Riassumendo, possiamo dire che La Casa di Carta piace per il ritmo, la ribellione. Ripeto, non è la serie perfetta ma intrattiene.

Riassumere brevemente La casa di carta è di fatto impossibile, ma il mio obiettivo è convincervi a vederla, in tutte e tre le stagioni uscite sino ad ora.
Siate certi che starà con l’orecchio teso, sicura di sentire il vostro grido disperato rivolto ai creatori: “Uscite la quartaaah!!!”

Se invece, come penso, l’avete gi? vista, fateci sapere cosa ne pensate.

Speriamo di risentirci presto con la quarta stagione, pare gi? nella primavera del 2020.

Besitos,
Valentina


LA CASA DI CARTA, TERZA STAGIONE.
Non è più una rapina. È una guerra!

ATTENZIONE, SPOILER!

Allora? Vista tutta?
Bene.
Parliamone.

Uscita la terza stagione de la Casa di Carta, me la sono guardata subito. Ovviamente.
Attesissima, devo dire che non ha deluso le mie personali aspettative, ma mi ha lasciato comunque un po’ così 

via GIPHY

Pensavo infatti a cosa si sarebbero inventati per fare riunire la banda dei Dalì, adesso sparpagliati in lungo e in largo in vari paradisi terrestri.
Ed ecco che, per una leggerezza, Rio viene rintracciato sull’isola in cui soggiornava, non più insieme a Tokyo, che l’aveva beatamente mollato per esplorare altri mondi. Rio tenta infatti di contattare Tokyo con un telefono satellitare non tracciato che evidentemente, non tracciato non era.

Bene. Tokyo. E te pareva che anche stavolta non facesse qualche guaio?

Rio, arrestato e privato del sonno perch? rilasci informazioni, diventa il motivo per cui la banda si riunisce e stavolta con qualche nuovo membro.

Come sempre, non male la successione dei fatti, che in questa stagione più che mai, contiene risvolti romantici. Le coppiette insomma, ma ne parleremo dopo.

La banda così “allargata” e mai stata così vicina al popolo, si lancia in una missione davvero strabiliante, che ricalca in parte la precedente. Questa volta, tocca alla riserva nazionale aurea. Con un sistema complicato e tecnologicamente avanzato, la banda guidata dal professore, punta ad eludere i vari sistemi di sicurezza e a impossessarsi (?) Dell’oro.

Come sempre i colpi di scena non mancano, anche spettacolari, ma qualcosa è andato storto.

Tutto è infatti molto simile alla struttura delle precedenti stagioni, della prima in particolare. A partire dalla struttura, fino alla figura di Palermo, che ricalca a mio parere molto quella di Berlino, il tutto ricorda, come in un format, il primo colpo, quello alla zecca di stato.

Ma qualcosa di diverso c’è in questa stagione e affonda le radici nella presenza delle coppie, delle dolci metà adesso parte della banda, e nell’esplorazione di risvolti psicologici, in questa stagione molto evidenti. Viene a mancare infatti quella freddezza di azione tipica delle stagioni precedenti e, unitamente ad un antagonista (la polizia) che è più spietato, accadono cose che ribaltano intenti e codice etico dei Dalì.

Nairobi muore (? c’è chi dice di no) tra le braccia del suo adorato Helsinki, colpita dalla polizia, questa volta al cui comando c’è la tremenda ispettrice Alicia Sierra (Najwa Nimri Urrutikoetxea), incinta e delineata da vera cattivona, in modo quasi fumettistico. Lecca lecca compreso.

La morte di Nairobi, insieme all’idea del professore che Lisbona sia stata “giustiziata”, sono alla base di questo cambiamento, che fa pronunciare al Prof la fatidica frase che ci fa tremare,

Non è più una rapina. È una guerra.
Il resto vien da sè.

Ed è così che, tra esplosioni e pianti per le perdite, all’acme della rappresentazione, mi concludono la serie.
Così, senza neanche avvisare.

Ma dico, siamo diventati matti?

Tutto sommato mi è piaciuta anche la terza stagione, anche per questo risvolto, ma davvero, resta da chiedersi come proseguirà adesso. Il Professore, riuscirà a recuperare il senno sulla Luna?

Dovremo aspettare fino alla primavera del 2020 per saperlo, ma una cosa è certa, dalla prima stagione in cui sembrava una gemma nascosta, la Casa Di Carta ha riscosso un prevedibile consenso.
Le ragioni sono palesi, ma diciamo che quello che conta è il mix di ritmo, personaggi e ribellione che tanto ha conquistato il popolo.

Vedremo.
Besitos.

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